Affrontements à Padoue – 9 novembre 2010

Scontri Padova per visita Berlusconi: carica della polizia

cronacalive.it

9 novembre 2010

PADOVA / Gli hanno urlato di tutto. Prima in coro “mafioso”, poi “dimettiti”. A quel punto è scattata la carica della polizia. Una giornata da dimenticare per Padova: GUARDA LE IMMAGINI DELLA CARICA

Il dolore è ancora alto per il disastro maltempo. La visita di Berlusconi e Bossi è sfociata in proteste molto accese da parte della gente del posto, rinforzati dagli attivisti dei centri sociali.

La polizia ha effettuato diverse cariche con manganellate sui manifestanti. La situazione è precipitata all’arrivo di Berlusconi in Prefettura. Al corteo partecipavano anche studenti e ricercatori.

Proteste e tensione anche a Vicenza. Qui Berlusconi, secondo quanto riferiscono i giornali locali, non è andato a Caldogno per evitare le proteste e si è recato subito in prefettura. Proprio a Caldogno si sono sempre svolte le manifestanzioni dei gruppo No Dal Molin.

Berlusconi contestato a Padova, scontri tra manifestanti e polizia

cronacaqui.it

09 Novembre 2010

 

Scontri tra la polizia e i manifestanti  che hanno contestato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi a Padova, dove è in corso la visita del premier. Berlusconi questa mattina aveva dichiarato che l’aiuto dello Stato alle zone del Veneto colpite dall’alluvione sarà « sostanzioso e immediato ».

I tafferugli sono avvenuti all’esterno della prefettura di Padova, prima dell’arrivo del presidente del consiglio. Berlusconi ha deciso comunque di rispettare  l’agenda che si era prefissato ed è giunto nella città del Santo dove è stato accolto da fischi e insulti da parte di un gruppo di circa 400 contestatori. Per evitare di inasprire le tensioni, al termine dell’incontro il Cavaliere ha lasciato la prefettura da un ingresso laterale.

Il premier è arrivato a Monteforte D’Alpone (Verone) per un sopralluogo che proseguirà nelle altre aree messe in ginocchio dal disastro. Con il premier si cono in capo della protezione civile, Guido Bertolaso, il governatore Luca Zaia e il ministro per le Riforme, Umberto Bossi.

Per quanto riguarda le polemiche seguite alle denunce di un intervento tardivo del governo per far fronte all’emergenza, il ministro del Lavoro Sacconi è intervenuto per difenderne l’operato: « Il governo è stato presente dalle prime ore, la dichiarazione di stato di emergenza e la prima messa a disposizione di 20 milioni di euro è quello che si fa sempre in questi casi. Siamo assolutamente in un percorso rapido che deve condurre a riconoscere il risarcimento di tutti i danni ricevuti ». Non c’è nessuna ragione, almeno fino a questo momento, dice ancora Sacconi, « per temere che lo Stato non sia solerte e capace di ristorare tutto il danno ricevuto, anche se nessuno potrà cancellare il segno di quella violenza della natura ».

~ par Alain Bertho sur 10 novembre 2010.

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