Conflit des ordures : affrontements à Terzigno – 19 octobre 2010

Terzigno in balia dei rivoltosi Contro la polizia anche le bombe

Igiornale.it

20 10 2010

Terzigno (Napoli) A Terzigno è battaglia no stop. Due notti fa ma anche ieri mattina e nel pomeriggio, scontri a più riprese tra i dimostranti e le forze dell’ordine. Ma, per la prima volta da quando è scoppiata la rivolta contro l’ipotesi di apertura di una seconda discarica nell’area vesuviana, ci sono stati degli arresti, anche perché nella notte scorsa sono comparsi anche gli ordigni, seppure rudimentali. Quattro ragazzi tra i 19 e i 20 anni e un uomo di 57 sono stati fermati dalla polizia con l’accusa di violenza e resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Uno dei cinque è accusato anche di detenzione illegale di esplosivi. Un sesto manifestante è stato denunciato in stato di libertà per avere lanciato un sasso contro un autocompattatore che stava uscendo dalla discarica Sari.

Ci sono le donne davanti ai rivoltosi, in ginocchio che recitano l’Ave Maria con il Rosario stretto nella mano destra. Ma, questo è il volto buono della protesta, la crosta sotto la quale si nascondono i violenti, quelli che lanciano ordigni e sassi contro i ragazzi del IV Reparto mobile, che non sanno se porteranno la pelle a casa quando il loro turno (10-15 ore) sarà finito. Durante i tafferugli notturni due poliziotti e due finanzieri, infatti, sono stati feriti e costretti a ricorrere alle cure ospedaliere.

La protesta, quindi, cresce d’intensità. E il questore di Napoli parla esplicitamente di guerriglia organizzata. Le strade di accesso alla discarica sono bloccate da centinaia di manifestanti, che hanno trasformato vie e piazze in campi di battaglia. Olio sull’asfalto, barricate con quintali di rifiuti, falò alti fino a due metri, muraglie umane per bloccare i camion colmi di rifiuti diretti alla discarica oppure quelli vuoti in uscita dalla Sari. Un auto compattatore è stato dato alle fiamme mentre contro gli agenti sono stati lanciati sassi, bottiglie di vetro, bastoni e ordigni «artigianali», scansati miracolosamente dalle forze dell’ordine. Tuttavia un centinaio di camion è riuscito ad entrare nella discarica e a sversare, scortato da un imponente scorta di polizia, tra due ali di manifestanti che urlavano a squarciagola contro gli uomini in divisa «assassini, assassini». Anche ieri minacce e pestaggi agli autisti che conducono gli auto compattatori. Paura anche nei municipi di Terzigno e Boscoreale: gruppi di dimostranti hanno occupato gli uffici e distrutto mobilio, documenti e suppellettili.

E ieri è sceso in campo il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. Il governatore ha emesso un provvedimento che prevede lo sversamento dei rifiuti in altre tre discariche della Campania. In sostanza Caldoro, sentite le amministrazioni provinciali della Regione, ha esercitato i poteri sostitutivi previsti dalla legge ed «è intervenuto con una ordinanza d’urgenza al fine di creare le condizioni necessarie per arginare e superare l’attuale stato di crisi per quanto attiene il ciclo di raccolta dei rifiuti a Napoli e in provincia». Caldoro, anche in considerazione della richiesta del prefetto di Napoli Andrea De Martino di consentire ai comuni che utilizzano la discarica di Terzigno di conferire i rifiuti in sversatoi di altre province, ha disposto con proprio atto che «i Comuni ed i gestori degli impianti STIR della provincia di Napoli, che attualmente conferiscono i propri rifiuti alla discarica di Terzigno, conferiranno presso le discariche di Savignano Irpino (Avellino), San Tammaro (Caserta) e Sant’Arcangelo Trimonte (Benevento)». Ma dai vertici delle province interessate contro Caldoro è partito un coro di no.

Intanto a Napoli i cumuli continuano a crescere. Sversando la metà della produzione giornaliera a Chiaiano, resta in strada buona parte della spazzatura destinata a Terzigno. Ieri la città era invasa da oltre 850 tonnellate di monnezza ma altre 600 erano chiuse nei camion. La situazione è destinata a peggiorare.

 

Rifiuti Napoli: situazione precipita, scontri tra manifestanti e polizia

liberoreporter.it

19 ottobre 2010

Ormai quella che si trovano a fronteggiare le forze dell’ordine è una situazione diventata impossibile e può accadere di tutto anche l’irreparabile come scapparci il morto.

Sfiorata la tragedia a Terzigno (NA) a causa della rivolta della popolazione per i rifiuti. Mentre la protesta non accenna a placarsi si registrano i primi feriti e arresti. A Terzigno nel vesuviano la popolazione da settimane manifesta contro l’eventuale apertura di una seconda discarica in zona. Una protesta che degenerando di giorno in giorno alla fine ha portato allo scontro tra manifestanti antidiscarica e le forze dell’ordine. Stamattina, dopo una notte infuocata, la tensione si tagliava con il coltello. Alle cinque persone fermate ieri notte e condotte in commissariato a Torre Annunziata si è aggiunto in mattinata il fermo di un altro dimostrante. E’ stato sorpreso mentre lanciava un sasso contro un autocompattatore in uscita dalla discarica Sari di Terzigno. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà. Contro i cinque arrestati ieri ci sono gravi accuse. Sono stati riconosciuti come autori del lancio di pietre e bottiglie contro gli agenti di polizia e possesso anche di ordigni. Nella borsa di uno di loro è stato poi, trovato anche un pesante bullone di metallo. Sono quasi tutti diciannovenni e sono tutti incensurati. Stanotte altri due auto compattatori, già fermi perchè con le ruote squarciate dai manifestanti nei giorni scorsi, sono stati dati alle fiamme. Uno era un camion dell’Asia, l’azienda che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti della città di Napoli. Nel corso dei tafferugli, vera e propria guerriglia come l’ha definita anche il questore di Napoli, Santi Giuffrè, sono rimasti feriti due poliziotti e due finanzieri. Sono stati giudicati tutti guaribili tra i 5 ed i 10 giorni. Le violenze dei manifestanti hanno preso di mira, oltre alla polizia, anche i vigili del fuoco. Quest’ultimi impegnati nello sgombero delle strade dalle masserizie, detriti e blocchi di cemento, messi lì dai manifestanti per impedire il passaggio ai camion, sono stati assaliti più volte. Un ferito anche tra i manifestanti. Si tratta di una donna. Dopo che per tutta la notte l’accesso dei mezzi alla discarica era stato impedito dai manifestanti che si sono messi davanti agli autocompattatori con le mani alzate, stamani la strada è stata liberata. Gli agenti, in assetto antisommossa, hanno fatto alzare da terra i dimostranti. C’è stata anche una carica di alleggerimento. Aperto il varco sono stati fatti passare i camion in entrata e in uscita dalla discarica. Ormai la situazione che si trovano a fronteggiare le forze dell’ordine è una situazione diventata impossibile e può accadere di tutto anche l’irreparabile come scapparci il morto. Ed in quel caso sarebbe davvero un guaio. La situazione di certo sfuggirebbe ad ogni controllo. Una situazione che è già difficile da gestire con le forze dell’ordine che si sono dovute impegnare in una sorta di riconquista del territorio di Terzigno per consentire ai camion di sversare il loro carico nella discarica Sari. A tal proposito il questore di Napoli, Santi Giuffrè ha affermato: “Meglio cominciare a chiamare le cose col loro nome: questa è una guerriglia. C’è una legge che va rispettata, sarà non gradita alla popolazione ma le leggi si cambiano in Parlamento, non sulla strada”. “La situazione non è rosea, ma non si può pensare di risolverla con la guerriglia e occupando militarmente un territorio per une mese”, ha spiegato Giuffrè. Nel frattempo la situazione sembra essere sfuggita di mano ai primi cittadini del comuni del vesuviano di Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase che nei primi giorni della protesta hanno appoggiato apertamente i manifestanti. Addirittura occupando la sede della Provincia di Napoli e facendo lo sciopero della fame. Stamani una decina di manifestanti di Terzigno, per lo più donne, hanno fatto irruzione nell’ufficio del sindaco del comune di Boscoreale vandalizzandolo e occupando poi, alcuni locali del comune. I manifestanti hanno anche sparso immondizia nell’atrio e nel cortile del comune. All’origine del gesto, la richiesta di avere i sindaci in prima fila nelle proteste e nell’opporsi alle forze dell’ordine. Anche lo stesso comune di Terzigno è stato occupato dai manifestanti alcuni dei quali sono saliti anche sui tetti, e altri manifestano, gridando slogan contro i componenti della giunta comunale, si sono posti davanti alla casa comunale. Anche in questo caso l’episodio è dovuto al fatto che ritengono, a loro avviso, che l’amministrazione comunale non si stia adoperando a sufficienza per risolvere il problema discarica. Nel frattempo le proteste e i blocchi a Terzigno stanno provocando una nuova emergenza rifiuti a Napoli. Secondo i dati forniti dal Comune di Napoli oggi nelle strade cittadine ci sono, non raccolte, 850 tonnellate di rifiuti, mentre altre 600 sono stipate su 75 auto compattatori impossibilitati a sversare in discarica. L’assessore comunale all’igiene, Paolo Giacomelli ha chiesto alla Regione e alla Provincia, che hanno competenza sulla quantità di rifiuti da conferire nelle discariche, affinchè autorizzino al più presto dei conferimenti straordinari per liberare la città dai rifiuti rimasti nelle strade e consentire un rapido ritorno alla normalità. L’assessore ha reso noto che nella notte gli auto compattatori di Napoli sono riusciti a scaricare solo a Chiaiano e non più di 700 tonnellate di rifiuti.
Ferdinando Pelliccia

~ par Alain Bertho sur 20 octobre 2010.

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