Emeute à Turin – décembre 2009

Torino, blitz all’alba nei centri sociali: scontri tra polizia e squatter


La Digos ripulisce “Cà Neira” e l’edificio dell’Ostile. Anarchici fermati dopo l’occupazione di un cinema

TORINO 11/12/2009 – Gli sgomberi erano previsti da tempo. Il via definitivo è stato dato mercoledì sera, dopo una riunione in Prefettura. Così ieri mattina alle sei in punto i poliziotti coordi­nati dagli investigatori della Digos si sono presentati a “Cà Neira”, l’edificio occupato dagli squatter in via Zandonai, all’angolo con corso Taranto. Le operazioni sono state rapide, in neppure due ore la struttura è stata liberata e gli occupanti allontanati, colti ancora nel sonno dall’intervento del­le forze dell’ordine.

Poi, subito dopo, la polizia si è spostata in corso Vercelli, in un’altra struttura dismes­sa e occupata, “L’Ostile”. Un’intervento più complesso perché i poliziotti erano attesi: «In quel posto c’erano vedette sul tetto, 24 ore su 24 da almeno dieci giorni, a fare da guardia». Gli squatter sapevano che gli “sbirri” prima o poi sarebbero arrivati e si erano organizzati alla “resistenza”. Inu­tile un intervento in piena notte, sarebbe stato ugualmente irto di difficoltà. Anzi, lo sgombero in via Zandonai ha distolto l’at­tenzione di molti da corso Vercelli, così su quel tetto dell’Ostile, anziché una ventina di persone, alla fine ce n’erano solo 6.

Il braccio di ferro è durato per l’intera giornata di ieri, fino a tarda sera, con cariche di “allegerimento” della polizia e dei carabinieri per allontanare i “compa­gni” che a più riprese hanno tentato di impossessarsi nuovamente della struttura e, sull’edificio, i sei “resistenti”. Sotto la polizia ad aspettarli. E, ora dopo ora, un susseguirsi di appuntamenti di solidarietà ai sei occupanti, scaditi in modulazione di frequenza su radio Black Out e via Internet dal portale degli anarchici Indymedia. L’ultimo ritrovo è stato organizzato alle 18 con una sorta di concerto sotto L’Ostile. Poi, nella serata, quattro aderenti alla Fe­derazione Anarchica Torinese (Fai), 3 uo­mini e una ragazza, hanno occupato il cinema Zeta di via Colleasca. Ma il presi­dio non è durato più di due ore. Con un rapido blitz gli agenti della Digos sono entrati nella sala cinematografica e hanno bloccato i quattro anarchici che sono stati portati negli uffici della Questura dove si trovano tutt’ora in stato di fermo. Per le occupazioni, la polizia ha anche denuncia­to altre otto persone, i sei sul tetto dell’Ostile e due squatter che si trovavano all’interno di “Cà Neira” Intanto, la struttura di corso Vercelli è stata sgombrata: via i materassi, le brande, i calciobalilla, sacchi a pelo, fornelletti e vettovaglie. Ed è iniziata la lunga attesa che è durata fino alle 21 quando i sei “resisten­ti” sono stati convinti a scendere mentre attorno all’edificio si erano radunati circa 400 manifestanti che poi si sono spostai in corso Novara dove hanno tentato di bloc­care il traffico.

Contemporaneamente, sono fioccati i com­menti dei politici, il primo ad intervenire è stato il leader del Pdl Agostino Ghiglia: «Tutti i centri sociali rappresentano un pericolo per la città tanto più quando sono radicati perché risultano essere un luogo di reclutamento di delinquenti ed estremi­sti. In ogni caso è evidente l’incapacità di Chiamparino e della sua Giunta di riporta­re nella legalità gli stabili del Comune».

Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Ca­rossa della Lega Nord: «Accanto al lavoro delle forze dell’ordine è necessario quello della magistratura, perché queste persone capiscano che le occupazioni sono un reato; non dobbiamo più fare il gioco degli antagonisti, che continuano ad occupare stabili comunali, perché certi di rimanere impuniti».

« Risiko occupazioni », tra sgomberi e nuovi assalti

sabato 12.12.2009

La polizia carica gli squatter ma sei « resistono » sul tetto

La situazione è precipitata in guerriglia urbana intorno alle 19 di giovedì in corso Vercelli 32 davanti a L´Ostile, sotto sgombero dall´alba. C´è una prima piccola carica della polizia quando la cinquantina di manifestanti in presidio cerca di bloccare la scala dei pompieri, pensando che possa servire per far scendere i sei occupanti che si sono barricati sul tetto della palazzina. La tensione aumenta e c´è un´altra carica. Gli antagonisti fuggono, rovesciano i cassonetti, tirano pietre, la polizia lancia lacrimogeni. Una donna prova a suo modo a risolvere la situazione lanciando secchiate d´acqua dal balcone.

I manifestanti si spostano all´angolo tra corso Vercelli e corso Novara, poi in piazza Crispi, corso Giulio Cesare, corso Emilia. Adesso ai cassonetti rovesciati per bloccare la strada alle forze dell´ordine appiccano il fuoco. I roghi illuminano il quartiere come una banlieu parigina. Segnali che fanno crescere la preoccupazione per il corteo nazionale indetto per il 19 dicembre contro gli sgomberi. Ci sono due antagonisti fermati per i disordini, che si aggiungono a quelli denunciati e portati in questura per invasione di edificio in una giornata iniziata alle 6, quando Digos e Reparto mobile sfondano la porta di Cà neira, l´ex scuola di via Zandonai, zona Barriera di Milano, presa domenica dagli appartenenti alla Fai.

Un´ora dopo le forze dell´ordine fanno il bis in forze in corso Vercelli, nell´ex palazzina Fiat da un mese occupata da anarco-insurrezionalisti e squatter. In sei fanno in tempo a rifugiarsi sul tetto, si imbracano ai comignoli per non scivolare e lì rimangono per oltre 12 ore. Sotto ci sono vigili del fuoco, decine di poliziotti, a cui si aggiungeranno vigili e carabinieri, e una cinquantina di antagonisti che hanno dato vita al presidio di solidarietà finito in scontri. Alle 18 da via Colleasca, a due passi da via Cibrario, arriva la notizia che la Fai ha preso possesso dello Zeta, un vecchio cinema a luci rosse chiuso da tempo e ribattezzato Cà neira 2. «Ad ogni sgombero un ingombro», avevano minacciato gli antagonisti. Ma è un’occupazione-lampo.

La polizia entra dopo pochi minuti, ferma tre uomini e una donna e li porta in questura. Per uno di loro si tratta della seconda denuncia in un giorno, visto che era già stato trovato in via Zandonai. Ma l´attenzione torna in corso Vercelli. Mentre in strada la situazione si infiamma, alle nove la polizia sale sul tetto per porre fine all´occupazione. A dieci metri d´altezza, con il freddo nelle ossa e le tegole rese scivolose dall´umidità, cinque anarchici scendono subito, solo uno cerca di resistere a oltranza. Intanto nelle vie attorno alla casa occupata sgomberata continua la protesta. Disordini e cariche della polizia durano fino a notte

Torino: guerriglia nella notte per sgombero centri sociali

11-12-2009 (ASCA) – Torino, 11 dic – Sale la tensione a Torino con i giovani dei centri sociali e i gruppi anarchici. Ieri sera si sono verificati scontri con le forze dell’ordine in citta’, con cariche, lacrimogeni e cassonetti incendiati in corso Vercelli dopo l’ennesimo tentativo di sgombero di questi giorni. Anche i cittadini esasperati hanno solidarizzato con le forze dell’ordine lanciando secchiate d’acqua dai balconi.

Due gli antagonisti fermati per gli incidenti.

Ieri sera, verso le 19, dopo che alcuni degli occupanti si erano barricati sul tetto del centro sociale L’Ostile, occupato il sei novembre scorso, dopo un primo intervento della polizia, alcuni loro compagni hanno cercato di impedire l’intervento dei pompieri, bloccandone la scala.

Sono quindi nuovamente intervenute le forze dell’ordine, e dal gruppo di una cinquantina di squatter e anarchici sono state lanciate pietre che hanno dato il via alle cariche e agli scontri che si sono allargati poi nei corsi e nelle piazze adiacenti, con numerosi cassonetti rovesciati in strada e incendiati, e proseguiti fino a notte inoltrata.

La giornata aveva gia’ registrato altri sgomberi , innanzitutto nell’ex scuola infermieri di via Zandonai, occupata domenica dagli aderenti alla Fai. I giovani hanno poi preso possesso dell’ex cinema Zeta di via Cibrario, ma anche di li’ sono stati allontanati dopo poche ore, con tre uomini e una donna fermati. Poi le scene di guerriglia in Barriera di Milano, un quartiere periferico della citta’.

TORINO – La Polizia, stamane ha sgomberato due centri sociali nel capoluogo piemontese.

http://www.notiziarioitaliano.it

10/12/09

Il primo è il “Ca’Neira”, il secondo è “Lostile” da poco occupato da alcuni squatters.
Gli occupanti del secondo centro sociale, al momento dell’irruzione degli agenti, si sono rifugiati sul tetto.

Da alcune settimane si discute sullo sgombero delle case occupate, decisione per la quale il mondo degli autonomi si sta mobilitando.

Turin (Italie): La résistance sera longue, expulsions et émeutes commencent…

Traduction d’un article publié en anglais sur http://squat.net/en lui-même traduit d’un article publié en italien sur http://www.informa-azione.org/

Jeudi 10 décembre 2009 – les événements du jour: Les forces de répression (police, carabinieri et « civils ») ont expulsé Ca’neira à 6h25 du matin; à 6h45, les flics sont également arrivés à L’ostile. Les squatteur-euse-s “ostiles” sont allé-e-s direct sur le toit et une manif improvisée d’une centaine de personnes s’est installée dans la rue en solidarité, bloquant le Corso Vercelli, empêchant les flics d’apporter des nacelles pour attraper les squatteur-euse-s réfugié-e-s sur le toit… et déclenchant la première charge de police. Une femme qui n’avait rien à voir avec la manif a été tabassée par les flics, touchée aux jambes et dans le dos, elle a été emmenée à l’hopital par des manifestant-e-s.

19h00 – Une nouvelle Ca’neira a été ouverte et expulsée à nouveau, aux alentours de 20h00, violemment, les squatteur-euses se réfugiant là aussi sur le toit, certain-e-s s’enchaînant aux fenêtres avec des lock-ons. Quatre personnes ont été arrêtées et emmenées au commissariat de la Via Grattoni, puis relâchées vers 23h00.

20h00 – Les flics, voyant que les nacelles n’étaient toujours pas arrivées jusqu’au squat L’ostile, décident de « nettoyer » le Corso Vercelli et chargent à nouveau, cette fois avec plus de détermination, envoient des gaz lacrymogènes, les manifestant-e-s résistent un moment puis se dispersent ; il y a une arrestation, et l’émeute se répand dans les rues alentours.

20h45 – Après s’être vraiment emparés de la rue, les flics se sont « vengés » sur des voitures appartenant notamment à des manifestant-e-s (arrachant par exemple les essuie-glaces…) et le sound-systems et la mini-cuisine mis en place pour l’occasion ont terminé à la décharge publique de Via dall’Amiat. C’est alors que l’expulsion commence réellement.

21h15 – Les flics réussissent à atteindre le toit de L’ostile et attrapent 3 des 6 squatteur-euse-s qui étaient sur le toit ; quelques temps plus tard, ils arrêtent les 3 restant-e-s. A la radio, on parle de containers à poubelles qui brûlent dans les rues alentours.

21h17 – Les flics chargent à nouveau sur la Piaza Crispi, ils sont plus nombreux, balancent des gaz lacrymos à hauteur de tête / tir tendu ; après la charge policière, le moral est toujours bon du côté des manifestant-e-s et les gens continuent d’affluer sur la Piaza Crispi. Le croisement est bloqué ; les charges et contre-charges continuent, et les flics sont maintenant équipés de véhicules blindés qui restent statiques, pour l’instant. Deux personnes sont blessées (un doigt cassée pour l’un-e, une botte dans la face pour l’autre) et deux autres sont arrêtées. Profitant de la charge de police, un van de flics accélère pour emmener au plus vite les squatteur-euse-s arrêté-e-s de L’ostile jusqu’au commissariat de la Via Tirreno.

22h00 – La manif se disperse et nous apprenons que les personnes arrêtées sont elles aussi transportées jusqu’à l’hopital Maria Vittoria, blessées dans les tabassages qui ont suivi les charges policières (les flics ont toujours besoin de se défouler, demandez donc à Stefano Cucchi, le plus récent mort suite à une arrestation par la police italienne…).

Solidarité avec les personnes arrêtées et avec tous les squats !

~ par Alain Bertho sur 12 décembre 2009.

3 Réponses to “Emeute à Turin – décembre 2009”

  1. La vidéo « assalto / Pdl » n’a rien à voir avec les émeutes qui ont suivi l’expulsion des deux squats (c’est un truc d’étudiants qui date du mois de novembre…).
    Je me demande bien comment ça a pu atterrir là.

  2. En fait… la deuxième vidéo non plus n’a rien à voir (c’est une manif étudiante). Bon, ce qui a à voir, bien sûr, c’est la démonstration de brutalité policière.

  3. Merci. C’est réparé…

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