Conflit du port : affrontements à Pescara – 1 juin 2011

Pescara, la rabbia della marineria sfocia in violenza: la lunga mattinata di scontri per il dragaggio

cityrumors.it

MERCOLEDÌ 01 GIUGNO 2011

DANIELE GALLI PESCARA – CRONACA

Pescara. Scene da guerriglia urbana: la rabbia della marineria è, inevitabilmente sfociata in violenza, dopo mesi di attesa e di perdite economiche subite a causa del contestatissimo dragaggio del porto. I marinai, questa mattina, hanno perso definitivamente la pazienza e sono passati ai fatti. Con i pescherecci hanno bloccato il porto, con un palo e delle sassaiole hanno assalito la sede della Capitaneria, sono arrivati allo scontro con la polizia di fronte alla Prefettura, per poi bloccare, infine, la rampa dell’asse attrezzato e mandare in tilt il traffico di mezza città. Vari gli incontri con le istituzioni, ma alla fine è un nulla di fatto. La mattinata di tensione scatto per scatto.

Quello che i pescatori e gli operatori commerciali della marineria pescarese chiedono, stufi di perdere competitività, posti di lavoro, subire danni a eliche e scafi, è noto ormai da tempo: interrompere “l’inutile e dispendioso” dragaggio in corso e procedere con lo sversamento diretto a mare dei fanghi depositati sul fondale del porto. Lo strumento per ottenerlo è preciso e definito nella richiesta presentata alla Capitaneria di Porto: l’immediata chiusura del porto per l’avvio dei lavori di dragaggio di somma urgenza, come previsto da un decreto ministeriale del 1996, per rendere fruibile lo scalo alle navi che oggi sono state dirottate verso altri porti e rendere sicuro lo stesso porto ai motopescherecci.

Semplificando: il fondale del porto è ridotto all’osso, c’è già un’ordinanza della Capitaneria che impedisce la libera circolazione degli scafi superiori ai 2,5 metri di pescaggio circa, per cui le attività commerciali sono paralizzate totalmente da settimane, mentre i pescherecci devono fare lo slalom tra le secche della darsena e del canale per attraccare nelle banchine, subendo quotidianamente danni a scafi e eliche. Quello che chiedono gli uomini del mare è la chiusura totale dello scalo, così da far scattare forzatamente lo stato d’emergenza che darebbe il via o ad un dragaggio immediato, o all’autorizzazione dello sversamento del dragato in un sito al largo della costa.

Lo chiedono da tempo e questa mattina sono tornati a chiederlo: perdendo totalmente il controllo. Seguire la protesta è stato, a tratti, come seguire ad una guerriglia urbana. Dalle 9:00 alcune barche sono state affiancate a formare una diga all’ingresso del molo, la quale lasciava il passaggio solo alle imbarcazioni più piccole, le cosiddette vongolare. Da questo primo gesto di protesta dura, una cinquantina di uomini sono partiti in corteo sul lungofiume sud, dirigendosi verso il piazzarle antistante la sede della Capitaneria di Porto. Lì è cominciata a salire la tensione, quando i marinai hanno preso a rovesciare i bidoni della nettezza urbana, usandoli per sbarrare tutte le vie d’accesso e di uscita dal piazzale, in primis la rampa dell’asse attrezzato. Il traffico è cominciato ad impazzire, con lunghe code che si formavano provenienti da piazza Italia, dall’altra sponda del fiume e dall’asse attrezzato. Niente rispetto a ciò che sarebbe successo di lì a poco. Sul piazzale sono partite le prime urla verso il Comandante della Capitaneria, Pietro Verna: “Bastardo, vieni fuori”. Tensione palpabile, anche nei confronti dei giornalisti presenti: “Riferite sempre le solite quattro parole, parlate invece dei nostri problemi concreti, parlate dei geni che hanno speso miliardi per distruggere questo porto”, urla un pescatore in faccia ad una cronista Rai. Stesso trattamento riservato agli automobilisti incappati nella protesta, costretti anche a fare marcia indietro sulla rampa dell’Asse, mentre polizia e vigili bloccavano l’accesso alla rampa, e il traffico del centro si ingrossava su se stesso. Dopo…

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~ par Alain Bertho sur 2 juin 2011.

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