Affrontements à Rome – juillet 2010

A Roma la rabbia dei terremotati, scontri con le forze dell’ordine

vitadidonna.org

Mercoledì 07 Luglio 2010

Scontri con le forze dell’ordine, alcuni feriti.

Sembra proprio che gli aquilani non debbano raggiungere piazza Montecitorio per manifestare di fronte al parlamento la loro rabbia.

La manifestazione è stata fermata in Via del Corso, all’incrocio con Via di Pietra. A questo punto la tensione è salita e si sono verificati degli scontri con le forze dell’ordine. Sono volate bottigliette di acqua e manganellate, un manifestante è stato ferito al viso.

Gli aquilani sono determinati a raggiungere il Parlamento. Antonio Di Pietro (Idv) ha raggiunto la manifestazione ed ha cercato una mediazione con la polizia cercando di convincere i manifestanti a spostarsi di fronte a Palazzo Chigi, la sede del governo.

Certo è che la rabbia è tanta, un giovane manifestante ha urlato ai giornalisti: « Cominciate veramente a rappresentare quello che è il terremoto a L’Aquila. Abbiamo perso casa, parenti, tutto. Ci hanno preso in giro, non solo gli aquilani, ma tutti gli italiani. Gli italiani sono stati presi in giro da un gruppo di delinquenti seduti in Parlamento ».

Sono 45 i pullman che hanno portato a Piazza Venezia i manifestanti provenienti dal cosiddetto ‘cratere’, la zona che ha sofferto i danni maggiori.

Sisma Abruzzo/ Scontri a Roma, poi la proroga per tasse e mutui

Apcom

Roma, 8 lug. (- Mentre dentro palazzo Grazioli si discuteva al vertice Pdl, fuori montava la protesta degli aquilani sfociata anche in qualche tafferuglio con le forze dell’ordine e due feriti a piazza Venezia; poi il corteo è arrivato fin sotto la residenza del premier. Berlusconi allora avrebbe assicurato: « Dopo tutto quello che il governo ha fatto per loro non possiamo lasciare che a prendere il sopravvento sia la protesta. E anche se alcuni attacchi potrebbero sembrare strumentali, dobbiamo ascoltarli ». Poi la mediazione di Gianni Letta con Giulio Tremonti e la decisione di preparare un emendamento ad hoc per ripartire il pagamento delle tasse in 10 anni anziché 5. Il recupero dei tributi e dei contributi non versati per effetto della sospensione disposta a causa del terremoto che ha colpito la provincia dell’Aquila nell’aprile 2009, sarà infatti effettuato in 120 rate mensili a decorrere dal gennaio 2011. A tal fine, il governo presenterà in aula al Senato un apposito emendamento al decreto legge sulla manovra. Intanto fioccano le critiche per il comportamento delle forze dell’ordine mentre vari membri del governo parlano di elementi violenti che avrebbero infiltrato la manifestazione. Il ministro dell’Interno Maroni ha dichiarato di « essere favorevole alle manifestazioni quando si svolgono pacificamente, senza violenze. E voglio capire perché questa non si è svolta in questo modo, voglio capire se ci sono responsabilità e da che parte ».

Aquilani in corteo a Roma, scontri e due feriti. I manifestanti assediano il Senato

repubblica.it

07 07 2010

Arrivano in cinquemila, tafferugli con le forze dell’ordine. Protesta davanti a palazzo Grazioli. Cialente: « Non meritavamo di essere trattati così ».  Per Bersani fischi e applausi: « Dico sì ad una tassa di scopo per l’Aquila ». Il governo cede e dilaziona il recupero delle tass

ROMA – Non si sono fatti fermare dal grande caldo e dalla paura di un’intera giornata sotto il sole ma, svegli dall’alba, migliaia di aquilani si sono messi in marcia verso Roma per dare vita a una grande manifestazione e lanciare un Sos al governo. Nessuna bandiera di partito, solo quella nero-verde della città, colori scelti dagli aquilani dopo il terremoto che già nel 1703 distrusse il capoluogo abruzzese. Il nero del lutto, il verde della speranza. Aderiscono alla manifestazione 53 dei 59 comuni del cratere, la Provincia dell’Aquila, i sindacati, compreso quello di polizia, tutte le organizzazioni di categoria, ma anche cittadini di Avellino e Palermo, arrivati per dimostrare solidarietà. Sospensione di tasse e tributi, occupazione, sostegno all’economia: queste le richieste degli aquilani, che dal prossimo dicembre dovrebbero tornare a pagare le tasse e gli arretrati al 100%. Richieste che, dopo una giornata di proteste e incidenti con la polizia (con due ragazzi feriti) l’esecutivo ha deciso di accettare. Gianni Letta ha annunciato che in un emendamento alla manovra il recupero dei tributi e dei contributi non versati a causa del sisma sarà effettuato in 120 rate mensili a decorrere dal gennaio 2011. « A tal fine – è scritto in una nota – il governo presenterà in aula al Senato un apposito emendamento al decreto legge sulla manovra, per ripartire il pagamento su 10 anni anzichè su 5, come attualmente dispone la norma approvata in Commissione ».

Il primo blocco in via del Corso. Alle 10:45 più di 40 pullman e tanti mezzi privati arrivano nella Capitale e già si capisce che non sarà una manifestazione facile. Il primo blocco è all’inizio di via del Corso. Polizia e carabinieri, schierati in assetto antisommossa, bloccano l’accesso dei manifestanti che, a gran voce, chiedono solo di poter arrivare a piazza Colonna. Qualche spintone e qualche coro contro il governo: un centinaio di persone prova a forzare il cordone, ma niente da fare. Vola qualche schiaffo e a farne le spese è anche Giovanni Lolli, deputato aquilano del Pd: « Le ho prese anche io  –  racconta a chi gli chiede cosa sia accaduto -. Ero lì davanti, di schiena, e a un certo punto sono arrivati colpi. Non ce l’ho con i poliziotti, che sono solo ragazzi mal pagati. Ma con chi li comanda… ».

LA CRONACA SU « IL CENTRO 1« 

Tensione e tafferugli. Ma il momento più teso arriva circa mezz’ora più tardi quando, tolto il primo blocco, il corteo viene costretto a fermarsi a cento metri da piazza colonna da un cordone ancora più robusto di polizia, carabinieri e guardia di finanza. « Vogliamo solo chiedere aiuto: siamo senza casa e senza lavoro, perché non ci lasciate il diritto di manifestare? », gridano in molti. Ma i manganelli spuntano quasi inaspettati. A qualche spinta un po’ più corposa, gli agenti rispondono con gli sfollagente e ne fanno le spese due ragazzi. « Mi sono trovato davanti, inerme. Non ho detto e non ho fatto nulla, ma mi sono trovato schiacciato tra i pochi che spingevano e quelli che menavano – racconta Marco, che ha la testa fasciata e il volto dolorante e incredulo di chi non riesce a capire il perché di una reazione così forte -. Quello che mi dispiace è che da una manifestazione pacifica venga fuori questa immagine. Non siamo venuti a fare casino, ma solo a rivendicare i nostri diritti e a chiedere sostegno per la nostra città ».

Spintonato anche il sindaco Cialente. « Non meritiamo di essere trattati così, abbiamo sempre fatto manifestazioni pacifiche e il blocco da parte delle forze dell’ordine non me lo aspettavo. Non ci è bastato il terremoto abbiamo preso anche le botte ». Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, anche lui in testa al corteo e, come Lolli, vittima di qualche ‘pestonè commenta amareggiato i tafferugli. « Sono stato calpestato nei tafferugli a piazza Venezia mentre cercavo di calmare gli animi », ha rassicurato Cialente, dopo che si era sparsa la voce che fosse stato colpito da una manganellata.

Neanche il blocco all’incrocio tra via del Corso e via di Pietra viene superato e i manifestanti, solo dopo aver deviato per i vicoli ed essersi ricompattati in piazza Capranica, riescono a raggiungere piazza Colonna. « Siamo stanchi di un anno di promesse che non vengono mai mantenute  –  urla un rappresentante del comitato 3.32 -. È la prima volta che dopo un terremoto non viene stanziato un fondo per la ricostruzione. Siamo senza casa, senza lavoro… senza speranza. Siamo forti… ma a questo punto per niente gentili ».

Bersani: « L’Aquila priorità numero uno ». In piazza Colonna arrivano Bersani, accolto da fischi e applausi, e Marco Pannella, entrambi invitati dai cittadini, stanchi per la lunga mattinata, ma per niente rassegnati, a parlare con i terremotati. « Ci siamo informati di quello che è avvenuto in queste ore  –  ha detto il segretario del Pd riferendosi agli scontri -. Si tratta di episodi intollerabili. Il Governo non può far trovare la polizia davanti a una manifestazione ». E poi, in merito alle tasse ha aggiunto: « Stiamo facendo battaglie sulle tasse e chiediamo che, come per gli altri terremoti ci sia una legge che colleghi emergenza e ricostruzione ». Incalzato dai manifestanti sulla necessità di introdurre una tassa di scopo Bersani ha aggiunto: « C’è bisogno di risorse finanziarie certe che provengano dal bilancio pubblico e da interventi straordinari, anche di solidarietà, quindi anche da una tassa di scopo. Per noi la priorità numero uno  –  ha concluso  –  è l’Aquila. Sono state fatte  delle promesse e devono essere mantenute ».

In marcia verso il Senato, ma nuovo blocco davanti a Palazzo Grazioli. Il mare di bandiere nero verde riprende a muoversi. Destinazione: palazzo Madama. Ma appena imboccata via del Plebiscito un nuovo blocco ostacola i manifestanti. Davanti a Palazzo Grazioli, il cui portone viene prontamente chiuso, gli aquilani non possono passare. « Vogliamo arrivare a Piazza Navona prima che termini al Senato la discussione sulla manovra economica  –  urla al megafono Sara Vegni del comitato 3.32 -. Siamo persone civili e ragionevoli, non ci interessa fermarci davanti a palazzo Grazioli. Il corteo fino a Piazza Navona è autorizzato dalla Questura di Roma. Invece non ci fanno passare ».

Nuovo dietrofront. È stata necessaria una lunga trattativa perché gli aquilani si convincessero a cambiare per l’ennesima volta itinerario. Poi, tutti stretti in un cordone che ha bloccato la strada, con Cialente e i sindaci dei comuni del cratere in testa, si sono diretti, attraverso via delle Botteghe Oscure, a piazza Navona, dove hanno dato vita a un sit-in. Per pochi minuti su Palazzo Madama sventola la bandiera dell’Aquila. Ad esporla i senatori Idv, Stefano Pedica e Giuliana Carlino che, accedendo dalla sala Maccari, hanno raggiunto il balcone che si affaccia sopra l’ingresso principale di corso Rinascimento. Subito dopo i commessi hanno rimosso la bandiera.

Terremoto: proteste, scontri e poi l’annuncio, tasse diluite in 10 anni

Adnkronos

07/07/2010

Roma, 7 lug. – (Adnkronos) – Il recupero delle tasse non versate dagli aquilani per la sospensione disposta a causa del terremoto sara’ effettuato in 120 rate mensili a decorrere dal gennaio 2011. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, d’intesa con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. « A tal fine il governo -come ha spiegato una nota di palazzo Chigi- presentera’ in aula al Senato un apposito emendamento al decreto legge sulla manovra, per ripartire il pagamento su 10 anni anziche’ su 5, come attualmente dispone la norma approvata in commissione ».

L’annuncio arriva al termine di una giornata carica di tensione, per il corteo degli aquilani tra Montecitorio, il Senato e palazzo Grazioli con feriti a causa degli scontri con le forze dell’ordine. « E’ stato allucinante vedere gente tranquilla e pacifica coinvolta negli scontri di oggi con le Forze dell’ordine. Sono sconvolto », ha spiegato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. « Io mi sono trovato in mezzo agli scontri fra le Forze dell’ordine e i manifestanti, ho cercato di sedare gli animi e per questo sono stato calpestato e ho preso un po’ di botte », ha aggiunto Cialente.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha convocato una riunione urgente al Viminale per capire se vi siano state responsabilita’, e da parte di chi, negli scontri. « Al ministero mi faro’ raccontare come sono andati i fatti, perche’ io verifico i fatti e non le opinioni riportate da qualcuno -ha detto Maroni andando alla riunione-. Io sono sempre favorevole alle manifestazioni, quando si svolgono pacificamente e senza violenze. Ora voglio capire perche’ questa manifestazione non e’ avvenuta in questo modo, se ci sono responsabilita’ ed eventualmente da quale parte vi siano ». (segue)

~ par Alain Bertho sur 8 juillet 2010.

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