Affrontements à Milan – juin 2010
Milano: scontri e nuove occupazioni per la casa
newnotizie.it
16/06/2010
Sono state ventiquattro ore di scontri e grande tensione quelle appena trascorse a Milano, in zona Porta Genova, tra Ripa Porta Ticinese e Via Savona.
Le danze si sono aperte ieri mattina, intorno alle 9 e 30, quando almeno cento uomini del reparto celere hanno fatto irruzione e sgomberato lo stabile di Ripa Porta Ticinese 83, occupato da alcuni anni dai movimenti della città che all’interno avevano recuperato una trentina di appartamenti, abitati da circa sessanta persone, e dato vita al “Laboratorio Zero”, spazio culturale adibito a progetti teatrali e musicali.
Lo sgombero, come denunciato dal movimento, è da attribuire alla politica portata avanti dall’assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, già esponente di spicco del Movimento Sociale Italiano, responsabile anche del tentato sgombero del centro sociale “Cox 18″, poi rioccupato in seguito ad un corteo cittadino cui parteciparono, con l’appoggio, tra gli altri, di Dario Fo, Paolo Rossi e Moni Ovadia, circa 10mila persone.
Nel pomeriggio, intanto, si è tenuto di fronte alla prefettura un presidio contro gli sgomberi, per il diritto alla casa, promosso dai sindacati di base e dai movimenti milanesi perché “le case sono diventate di carta, – come recitava l’appello de “Il Cantiere” – sono state immesse sul mercato finanziario per produrre redditività e sostenere il sistema economico delle banche. Ci sono oltre 5mila case vuote e dal 2007 a oggi ci sono state meno di 2mila assegnazioni. […] E intanto i regali ai vari Scajola, Castelli, Lunardi, Matteoli, e gli appalti truccati, i terreni venduti, le tangenti pagate, la gestione mafiosa… un sistema consolidato che coinvolge la criminalità organizzata e i vertici della protezione civile, le istituzioni a molti livelli e spesso anche uomini di Chiesa, in cui a pagare sono sempre i più poveri, e ad arricchirsi sempre gli stessi”.
In serata, invece, in Piazza 24 maggio si è formato un presidio in solidarietà al “Laboratorio Zero”, partito in corteo verso le 22, ormai forte di alcune centinaia di partecipanti. Al termine della manifestazione, non autorizzata, i ragazzi dei movimenti sociali sono riusciti a eludere la pressante vigilanza delle forze dell’ordine presenti e circa quaranta attivisti, scampati alle ripetute cariche della celere, hanno occupato un nuovo stabile, in Via Savona 18, con l’intenzione di riaffermare il diritto alla casa per chi è stato sgomberato e l’esigenza di spazi culturali come unica via per risolvere il “problema sicurezza”, affrontato con metodi fallimentari dall’attuale amministrazione, come dimostrato dai fatti di Via Padova del febbraio scorso.
Mattia Nesti

Sgombero lab zero: scontri a Milano
affaritaliani.it
Mercoledí 16.06.2010
Lancio di oggetti, continue provocazioni contro le forze dell’ordine, tre cariche della polizia e un giovane manifestante denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Serata di tensione e scontri ieri in zona Ticinese e Porta Genova tra gli uomini della Questura e un gruppo di militanti delle realtà antagoniste milanesi, al termine di una lunga giornata iniziata con lo sgombero dello spazio occupato noto come « Laboratorio Zero » di Ripa di Porta Ticinese 83. In uno dei momenti di maggiore tensione un dirigente di polizia è stato colpito da un oggetto lanciato con violenza da un manifestante. La situazione era apparsa tranquilla quando a partire dalle 20.30 gli antagonisti hanno incominciato a radunarsi alla spicciolata sotto l’arco napoleonico di piazza XXIV maggio. Il gruppo, composto da un centinaio di militanti, tra cui anche piccole rappresentanze di Corsari, Cox 18 e Cantiere, solidali con gli occupanti allontanati in mattinata, è partito in corteo verso le colonne di San Lorenzo lanciando insulti contro il vicesindaco, Riccardo De Corato, e la politica degli sgomberi. I manifestanti hanno attraversato corso di Porta Ticinese e dopo alcune trattative hanno svoltato in via De Amicis scortati dalla polizia in tenuta antisommossa. Il corteo ha raggiunto senza tensioni la stazione di Porta Genova alle 23.30 dopo aver superato corso Genova. Arrivati in una cinquantina nel piazzale della stazione, però, i manifestanti sono riusciti a raggiungere il ponte per l’attraversamento dei binari e a sbucare di corsa in via Tortona inseguiti dai poliziotti. Durante il tentativo di fuga è stato rovesciato un cassonetto a pochi metri di distanza dal ponte. Il gruppo ha quindi svoltato in via Savona e provato a raggiungere lo stabile abbandonato al civico 18, dove nel pomeriggio, dopo alcuni sopralluoghi, qualche giovane era già riuscito a entrare.

La tensione è salita proprio di fronte al palazzo, un vecchio edificio vuoto da circa cinque anni, con l’insegna di un ex bar-bottiglieria al piano terra. A una prima carica di alleggerimento della polizia, sono seguite le provocazioni dei militanti, che hanno lanciato alcuni oggetti contro gli agenti e rovesciato i motorini parcheggiati nelle vicinanze. Un manifestante ha svitato il campanello di una bicicletta legata a un palo e lo ha scagliato contro lo schieramento, mentre un secondo ha lanciato una bottiglia di vetro. La polizia ha risposto con i manganelli una seconda volta, a cui è seguita una terza carica dopo che il gruppo di giovani che era riuscito ad occupare l’edificio ha rovesciato un secchio di ammoniaca in testa ai poliziotti da una delle finestre dello stabile. Nel corso delle fasi più concitate, sotto una pioggia sempre più insistente, un giovane è stato ammanettato e accompagnato in Questura. Il militante è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e già rilasciato. Il corteo è ripartito verso via Montevideo e via Solari, dove sono stati divelti alcuni cartelloni stradali. La manifestazione si è sciolta dopo circa tre chilometri di marcia intorno all’una di questa notte all’altezza di piazza Po, dove i manifestanti hanno incominciato a disperdersi nelle vie limitrofe. Le forze dell’ordine sono quindi rientrate verso via Savona di fronte allo stabile occupato per presidiare la zona. Come spiegato dalla polizia, una decina di giovani si trova tuttora all’interno del palazzo. Gli inquirenti stanno svolgendo accertamenti sulla proprietà dell’immobile. Alcuni agenti sono stati colpiti dagli oggetti lanciati dai manifestanti, ma nessuno si è al momento fatto refertare. Le verifiche sull’accaduto sono ancora in corso.
Milano: da sgombero Lab Zero a occupazione via Savona, anarchici non si fermano
libero-news.it
16/06/2010 |
Milano, 16 giu. – (Adnkronos) – Dallo sgombero del Laboratorio Zero in Ripa di Porta Ticinese all’occupazione, nella notte, di uno stabile in via Savona 18. Il mondo degli anarchici milanesi non si arrende e promette nuove iniziative. Il presidio di ieri sera, in piazza XXIV Maggio, si e’ trasformato in un corteo, poi in tafferugli con agenti e carabinieri, fino alla ‘conquista’ di un nuovo spazio.
« Un presidio divenuto corteo, un’autocombustione della noia, la spontaneita’ selvaggia ma determinata alla vittoria », raccontano cosi’ gli anarchici la loro notte. Piu’ volte, lungo le stradine che corrono vicino alla stazione ferroviaria, si e’ ripetuto il lancio di oggetti contro le forze dell’ordine, almeno un paio di volte c’e’ stato un contatto tra manifestanti e agenti. Ora, sono una sessantina, fanno sapere gli antagonisti, i ragazzi all’interno dello stabile occupato in zona Porta Genova. « Abbiamo resistito a una notte difficile, scesa tra le cariche della celere sotto alle nostre persiane socchiuse, con i disagi soliti delle occupazioni alla prima ora » scrivono in uno dei loro blog.
C’e’ soddisfazione per aver « trasformato una fine incrunta in un nuovo inizio irruento », ma c’e’ anche la consapevolezza che sara’ dura resistere. Nessuno degli agenti si e’ fatto medicare, mentre un ragazzo e’ stato denunciato per resistenza. Stasera a partire dalle 20, dopo il presidio davanti al carcere di San Vittore, ci sara’ nello stabile di via Savona un’assemblea cittadina aperta a tutti. A chiunque, sottolineano, « pensi che possa essere un punto per creare legami e rilanciare le lotte, a chiunque sia in cerca di una soluzione abitativa precaria ma gratuita e collettiva ».

Sgomberato Lab Zero, gli antagonisti bloccano il traffico e occupano di nuovo
milano.corriere.it
16 06 2010
Blitz della polizia al Ticinese, tafferugli nella notte. Un fermo. Un gruppo entra in un palazzo di via Savona
MILANO – L’ultimo 500 giorni fa. Esattamente il 22 gennaio 2009 veniva sgomberato il Cox 18 di via Conchetta. Ieri è toccato al centro sociale Lab Zero, in Ripa di Porta Ticinese 83. Nessuno scontro di giorno. Ma nella notte sono scoppiati i tafferugli, con cariche e un fermo. Tre ore, dalle 6, ad attendere i poliziotti e i carabinieri. Dieci minuti per una esigua opposizione. Otto minuti per farsi allontanare. E per una trentina di occupanti lo stabile di proprietà del Comune l’occupazione era finita. Nessun incidente. Mentre all’esterno della palazzina una cinquantina di simpatizzanti legati all’area anarchico- insurrezionalista ha scandito slogan contro polizia e istituzioni. Bloccando la strada. Quando gli agenti hanno fatto irruzione hanno trovato uno spazio adibito ad archivio. Quarant’anni di storia della sinistra extraparlamentare italiana.











