Affrontements à Dalmine en Italie – décembre 2009

Tensione al corteo della Tenaris: scontri tra manifestanti e polizia
2009-12-11
AUTOSTRADAA4 chiusa al traffico per mezz’ora tra i caselli di Seriate e Capriate e alta tensione tra lavoratori e forze dell’ordine nei pressi del rondò vicino al casello. E’ questo il bilancio della difficile mattinata vissuta ieri a Dalmine dove si è svolta la manifestazione voluta daCgil, Cisl e Uil unitamente a Fim, Fiom e Uilm per protestare contro i tagli occupazionali previsti dal piano industriale di Tenaris, che prevede, complessivamente, 1.024 esuberi, 836 dei quali negli stabilimenti bergamaschi di Sabbio Dalmine e Costa Volpino. Lo sciopero di 4 ore (che ha coinvolto i siti produttivi di tutta Italia) era cominciato con il ritrovo di circa 300 operai davanti ai cancelli di Sabbio. Poi, intorno alle 9.45, i partecipanti si erano mossi in corteo lungo la ex statale 525 diretti al rondò dell’autostrada. Qui alle 10.30 alcuni lavoratori hanno tentato di forzare il blocco creato dalla polizia per impedire l’accesso al casello: la situazione è degenerata, sono volati spintoni e qualche manganellata, poi i responsabili dell’ordine pubblico hanno deciso di lasciar passare i manifestanti anche perché, nel frattempo, l’A4 era stata chiusa. Immediate le ripercussioni sulla circolazione: le strade circostanti sono andate in tilt mentre i lavoratori, raggiunto il casello presso il quale era stato creato un nuovo blocco, hanno dovuto rassegnarsi e soino tronati indietro. Il corteo è poi proseguito fino al Comune, dove i dipendenti Tenaris hanno incontrato il sindaco, Claudia Terzi, che ha ribadito l’impegno a fianco degli operai per ottenere una revisione del piano industriale. Nessun incidente, invece, ha guastato la protesta dei dipendenti di Costa Volpino che, in circa 200, hanno sfilato per le vie della cittadina prima di essere ricevuti dal sindaco, Laura Cavalieri.
GLI SCONTRI a Dalmine non hanno mancato di lasciare strascichi polemici: il segretario provinciale di Rifondazione comunista, Ezio Locatelli, ha definito “scandaloso l’uso dei manganelli contro chi manifesta per il proprio posto di lavoro”. Dal canto suo, la questura ha precisato che, nel corso del corteo, non ci sono state, da parte delle forze dell’ordine, né cariche, né l’uso di manganelli o di lacrimogeni. Ma secondo il segretario Cgil, Luigi Bresciani, «alcuni atteggiamenti delle forze dell’ordine sono incomprensibili». E Carlo saffioti, coordinatore del Pdl, ha parlato di «azione eccessiva».
OGGI la parola tornerà ai sindacati e all’azienda: le parti, infatti, si incontreranno in Confindustria Bergamo per cercare d’individuare un percorso condiviso risolutivo della vertenza. In serata, il segretario nazionale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, ha fatto sapere che il suo sindacato “non accetterà nessuna ipotesi né di riduzione dei volumi produttivi né dell’occupazione”.
Maurizio Nobili

Crisi Tenaris, scontri tra polizia e operai
milano.corriere.it
Gli agenti hanno cercato di fermare i 300 dipendenti in corteo. Bloccato un tratto della Milano-Brescia
10 dicembre 2009
MILANO – Scontri tra polizia e operai giovedì mattina a Dalmine. Circa 300 dipendenti della Tenaris-Dalmine hanno inscenato una protesta contro il piano di ristrutturazione del gruppo, che prevede più di 700 esuberi. I lavoratori hanno creato un corteo lungo la provinciale, con l’intento di bloccare la grande rotonda sulla quale confluiscono anche la provinciale per la Val Brembana e soprattutto la strada che conduce al casello autostradale della A4. Il corteo, guidato dai dirigenti di Cgil, Cisl e Uil Ferdinando Piccinini, Luigi Bresciani e Marco Cicerone, contrariamente a quanto annunciato si è però diretto verso l’ingresso dell’autostrada, per bloccare il traffico in A4.
GLI SCONTRI – La polizia ha cercato di fermare il corteo e i manifestanti hanno tentato di forzare il blocco, e alcune persone sono finite per terra. Dopo una decina di minuti di scontri e contrattazioni gli agenti hanno lasciato libero il campo e i manifestanti si sono diretti verso il casello. La Questura ha precisato che non ci sono state né cariche, né l’uso di manganelli o di lacrimogeni per contenere la protesta che, ottenuto l’accesso attraverso il cordone, ha raggiunto il casello autostradale. Qui i dipendenti sono stati definitivamente bloccati da un secondo schieramento di una ventina di agenti. In via precauzionale l’imbocco dell’A4 è stato chiuso in entrata e in uscita per circa trenta minuti (con obbligo per gli automobilisti di riversarsi a Capriate, Bergamo o Seriate) provocando rallentamenti in autostrada e sulle strade provinciali. Attorno a mezzogiorno i dipendenti della Tenaris hanno abbandonato il casello e si sono diretti al municipio dove il sindaco di Dalmine, Claudia Maria Terzi, ha accettato di incontrarli nella sala consiliare.
Scontri a Dalmine tra polizia e lavoratori
Venerdi 11 Dicembre 2009
La protesta – Corteo fermato al rondò dell’autostrada, anche con l’uso di manganelli. La questura nega. Il segretario Cgil: « Visti due operai colpiti, atteggiamento incomprensibile delle forze dell’ordine ». Incontro anche con il sindaco Terzi.
Sembrava un tranquillo corteo di lavoratori, quello iniziato attorno alle 9,45 davanti ai cancelli Tenaris Dalmine e diretto verso l’ex Statale 525 e poi verso l’autostrada. Un corteo condiviso da Cgil, Cisl e Uil, con le rispettive federazioni metal meccaniche Fiom, Fim e Uilm, e con i segretari schierati in prima fila.
C’erano Ferdinando Piccinini, della Cisl, Luigi Bresciani, Cgil, Fernando Uliano, della Fim e Mirco Rota (Fiom). Bandiere e cori di protesta, contro il piano industriale Tenaris che prevede esuberi per 836 persone solo negli stabilimenti di Dalmine e Costa Volpino. Trecento persone in tutto, in mezzo al traffico.
Tutto ha rischiato di degenerare attorno alle 10,15, al rondò nei pressi del casello dell’A4. La polizia ha imposto un blocco, per impedire che la manifestazione si spostasse verso il casello. Dieci minuti di blocco, senza lasciarsi scappare alcuni lavoratori che hanno tentato comunque di passare oltre. Sono volate manganellate, un paio di operai sono finiti sulla piccola striscia d’erba tra la carreggiata e la recinzione della proprietà Lombardini, dove qualche manganellata è arrivata ancora.
La tensione è terminata nel giro di dieci minuti, quando il blocco della polizia si è sciolto e il corteo ha potuto proseguire verso il casello. Lo stop è stato poi imposto dalle forze dell’ordine proprio all’ingresso dell’autostrada. Lì le ripetute richieste di poter entrare sulle carreggiate dell’A4 (da parte della Fiom, della Fim e di rappresentanti di Rifondazione Comunista) non sono state accolte. Il corteo si è fermato.
Dalle 10 in poi la circolazione della zona è andata completamente in tilt: chiuso il casello di Dalmine in entrata e in uscita e, al ritorno del corteo, anche il rondò tra la Villa d’Almè-Dalmine e l’ex statale 525 è stato chiuso, con lunghe code sulle strade. Il corteo si è quindi spostato, solo attorno alle 11,30, davanti al Comune di Dalmine.
Sui fatti di Dalmine la questura di Bergamo ha voluto precisare che « non ci sono state nè cariche, nè l’uso di manganelli (ma nelle foto si vede qualcosa di diverso, ndr) o di lacrimogeni per contenere la protesta che, ottenuto l’accesso attraverso il cordone, ha raggiunto il casello autostradale ».
Altre le versioni dei sindacalisti, ad esempio di Luigi Bresciani, segretario generale Cgil Bergamo: « Trovo incomprensibili certi atteggiamenti tenuti oggi dalle forze dell’ordine, in particolare nei momenti in cui hanno tentato di vietare agli operai di avvicinarsi al casello autostradale. Ero presente, ho visto due operai colpiti. Questo clima non aiuta, soprattutto perchè le forse dell’ordine devono rendersi conto che saremo di fronte nei prossimi mesi a sicure tensioni sociali. Le proteste è probabile che aumenteranno e per questo invitiamo tutti alla calma, consci dei disagi che certe forme di lotta possono creare ».











